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La Denuncia Penale contro un ex-Cancelliere Argentino

8 March, 2009 | Redazione | Tema: Argentina, Ego Denuntio

Santa Fè, Argentina | 08 Marzo 2009 – Nei Tribunali di Buenos Aires, nella corte federale n° 2 a carico del giudice dr. Ballesteros, nell’anno 2004 furono avviate denunce penali contro Rafael Antonio Bielsa, mentre era ancora Cancelliere del Governo del totalitario presidente Nestor Kirchner, dove si commettevano numerosi atti di corruzione.
Rafael Bielsa è un vero COMMEDIANTE, che per definizione letterale è “Chi finge ciò che non sente e simula ciò che non è”, tutto in un clima di inganno per danneggiare gli altri a suo unico vantaggio.

Nella Repubblica Argentina la popolazione è abituata che i governanti corrotti -come attualmente succede- si preoccupino anzitutto di organizzare affari che li arricchiscano prima del termine del loro mandato e, fatto ciò, di organizzare immediatamente la loro impunità. Tutto questo in due modi: il primo è indirizzare, minacciare, eleggere i giudici che possano ricevere le denunce penali contro la loro corruzione. Il secondo è questo: sapendo di non poter rinnovare il mandato terminato, per totale mancanza di appoggio popolare, entrano in trattative con i dirigenti di altri partiti o con quelli che hanno possibilità di vincere le prossime elezioni, per evitare che, assunto il nuovo incarico, possano disporre indagini sul loro esagerato ed illecito arricchimento.

Altrettanto, Rafael Bielsa possiede queste prerogative da quando iniziò con la sua carriera di funzionario con la dittatura militare, proseguì con la democrazia arrivata con Raul Alfonsin, senza riguardi per le tendenze politiche proseguì con Carlos Saul Menem (questo cattolico apostolico mussulmano), per poi èroseguire con il governo di Fernando de la Rua, ed infine continuare con il “progressismo” simulato di Nestor Khirchner, che imitò per falsità, intolleranza, ilarità, disprezzo dell’avverssario e prepotenza.

Bielsa nell’esercizio della funzione pubblica ha commesso innumerevoli illeciti. Altrettanto numerose sono le denunce contro di lui. Ma il primo giudice ordinò l’archiviazione della pratica per non dar corso alle denunce che pesavano contro Bielsa.

In seguito ad un allargamento della denuncia, il caso è andato alla Camera Federale d’Appello a Buenos Aires, che ordina di proseguire le indagini, ma questa volta nel Tribunale Federale n. 1 a carico della dr.ssa Servini.

Questa giudice si è sempre schierata dalla parte del Governo. Costantemente, ha sempre coperto e protetto i funzionari denunciati. Ed altrettanto ha fatto con l’allargamento della denuncia contro Bielsa, ordinando l’archiviazione dell’istruttoria.

Con il nuovo ampliamento di denuncia per la vergognosa condotta di Bielsa, la stessa giudice Servini “lo copriva”, e mandava la causa in sorteggio che ricadeva nell’altro Tribunale Federale n. 9, >Segreteria Penale 18, a carico del dr. Araoz de la Madrid. Quest’altro giudice, nel cui tribunale andarono a finire molte denunce di arricchimento illecito di oscusi funzionari del Governo di Kirchner, ed ora della moglie che, come ben dice lo scrittore e giornalista Jorge Asis, fa da annunciatrice e l’unico che continua a mandare nell’ombra è suo marito Nestor Kirchner a cui adesso non manca qualcuno contro cui combattere. Mentre il paese va in rovina.

In tutte le cause ha disposto il reinvio degli imputati, nonostante nessun cittadino dubitasse che sono colpevoli.

LA DENUNCIA: Il “curriculum vitae” a cui si fa riferimento nel testo della denuncia, è dove si parla dell’elenco completo degli antecedenti, in questo caso degli incarichi di Rafael Bielsa, e che partono dall’anno 1974, come impegato amministrativo del Tribunale della Camera Federale di Rosario. Nonostante davanti alla stampa lui abbia affermato di essere stato “funzionario”. Sostiene di essersi laureato in giurisprudenza nella Facoltà di Diritto dell’Università di Rosario nel mese di dicembre dell’anno 1978. In seguito lascia il posto di impiegato a Rosario per occupare l’incarico di consulente del Consiglio Consultivo delle forze armate (CAL) sia nell’epoca della dittatura di Videla e Massera, ed anche con loro come sottosegretario del Ministero di Giustizia e, valicando la Cordigliera delle Ande, come consulente giuridico nella dittatura cilena di Augusto PInochet negli anni 1982-1983. E così dutante tutta la dittatura per proseguire con i successivi governi (non proprio tanto) democratici.

Succede che, per essere in sintonia con il governo di Kirchner, predisposto per ex-sovversivi, doveva farsi riconoscere come tale. Quindi si attribuì un passato da ex-montonero, costretto ad andare in esilio per tre anni perché perseguitato dalla dittatura.

Secondo le sue false affermazioni, sarebbe stato dal 1976 al 1979.

Se così fosse stato, non potrebbe essersi laureato nell’anno 1978 nella Facoltà di Diritto di Rosario, e meno ancora studiare per due anni per potrer superare esami e concludere gli studi. Inoltre, all’epoca non esisteva Internet e l’opportunità di studiare e dare esami a distanza. Se ciò sarà confermato, il suo titolo di avvocato risulterà falsa, defraudatoria. Iimpossibile che abbia potuto ricoprire incarichi di funzionario per cui si richiedeva il titolo di avvocato, quindi commettendo un’usurpazione.

Quando Kirchner salì al potere con scarso margine di voti, doveva trovare il modo di raccogliere un consenso maggiore, e si dedicò ai “Diritti umani” a cui prima non si era mai interessato. Uno dei suoi primi espedienti fu ottenere che gli “esiliati” durante la dittatura fossero indennizzati -con fondi dello Stato attuale- in ragione di $75 per ogni giorno di esilio.
Le notizie di allora, nell’anno 2004, dicevano che uno dei beneficiari di questa indennizzazione era giustamente Rafael Bielsa.

CONCLUSIONE: Se è certo che si è laureato nell’anno 1978, è falso che sia stato esiliato. Quindi ha defraudato lo Stato intascando una indennizzazione che non gli spettava affatto. Un furto.

Al contrario, se avesse realmente meritato l’indennizzazione per essere stato in esilio 3 anni, allora sarebbe una menzogna che si è laureato, una menzognache fu un funzionario durante la dittatura a partire dal 1981 e per gli anni seguenti, usurpando tutti gli incarichi, compreso il suo posto da Cancelliere.

Questo è ciò su cui nella denuncia si chiede di indagare, per constatare se sia andato in esilio, se si è laureato, se andava alle lezioni e sosteneva gli esami durante gli anni in cui dice di essere stato esiliato, e se abbia intascato indebitamente l’indennizzazione. Per la sua qualità di “commediante”, in una dei due atteggiamenti delittuosi deve necessariamente cadere.

Questo è il senso principale della denuncia che è stata appena pubblicata in EgoDenuntio.info.

Luis Maria Velazquez, argentino, avvocato, DNI 6.246.827

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